OLTRE IL TREKKING C’È DI PIÙ!

 

Mi sono avvicinata ai Trail solo a giugno … ed è stato amore a prima vista!...

Un’esperienza unica di immersione nella natura nella quale il gesto sportivo (che sia corsa o camminata) diventa un tutt’uno con cielo e terra e il rapporto con avversari e gente del posto diventa Amicizia.

Ho affrontato a passo di fitwalking i percorsi misti in cui sentieri e mulattiere la fanno da padrone e spesso l’asfalto è il grande assente, per scoprire che “oltre il trekking c’è di più”… potrei chiamarlo “trekking sportivo”, altamente performante.

La prima volta, sui Monti Lucretili insieme a 6 valorosi Astratti fitwalkers, è stato gratificante rilevare che in salita il nostro passo è quasi più efficace di quello di quanti passano dalla corsa alla camminata man mano che aumentano le pendenze. E la fatica è stata ampiamente ripagata da un interessante pacco gara a base di prodotti tipici (il pane in primis), da un meraviglioso ristoro con pastaparty (e non solo!) organizzato dall’intera Vicovaro in festa e dai tanti premi (prevalentemente “mangerecci”) vinti dalla compagine femminile del gruppo: Elena Piccinini e la sottoscritta rispettivamente terza e seconda donna assoluta sulla distanza dei 10 km, Arianna Maioli e Valentina Giardi rispettivamente prima e seconda di categoria nella distanza dei 22 km.

Poi è stata la volta dei Monti Simbruini dove, unica fitwalker e quindi partita praticamente per ultima, al termine della prima salita (lungo la quale si snocciolava la quasi totalità dei 500 metri di dislivello del percorso che avevo scelto, 13 km) sono riuscita a recuperare una posizione centrale e (grande emozione!) al termine della successiva discesa ho “riacchiappato” gli amici di squadra che correvano… è stato breve ma intenso!... qualche metro percorso insieme… giusto il tempo di un saluto e poi loro hanno spiccato il volo ed io ho continuato il mio cammino. E dopo il traguardo, ancora una volta pastaparty e grande aria di festa per aspettare i compagni di squadra che correvano sul percorso più lungo (25 km) e poi, alla fine, per aspettare tutti insieme l’arrivo del primo sulla 54 Km… fantastico!

A questo punto ero già innamorata persa del trail e mai e poi mai avrei potuto immaginare di poter vivere un’esperienza sportiva ancora più coinvolgente e appagante … fino a quando con un gruppo di amici (Astratti e non) abbiamo deciso di avventurarci con il TOUR-MONVISO-TRAIL.
Un Trail sulle montagne “vere”, le Alpi! Con panorami mozzafiato ed un’organizzazione impeccabile!
Tre percorsi di diversa lunghezza e dislivello: due riservati ai competitivi, da fare in linea di massima di corsa, ed uno non competitivo da fare in linea di massima camminando. Tutti e tre assolutamente panoramici, ma senza punti particolarmente esposti o con difficoltà tecnica alpinistica; impegnativi da un punto di vista muscolare, ma fattibili con un pò di allenamento specifico sulle salite.
Pacco gara colmo di prodotti tipici, per i competitivi arricchito da una t-shirt tecnica di qualità (termica da trail montano). Quattro ristori ottimamente riforniti lungo il percorso (liquidi e solidi) più quello finale all’arrivo, dove abbiamo trovato di tutto. Pranzo a buffet per tutti i partecipanti al termine della gara. Percorso segnatissimo (segnali del CAI e bandierine della gara) e personale dell’organizzazione a tutti i bivi e nei punti più impegnativi dei tre percorsi, elicottero del soccorso che sorvolava la zona… fantascienza!!!
Domenica 31 agosto alle 7 di mattina più di 400 atleti partivano dalla minuscola Crissolo (a quota 1335 m.) per raggiungere le pendici del Re di Pietra a circa 3000 m. e tra questi anche noi 6, unico gruppo da Roma (e unici rappresentanti del centro-sud Italia) della competizione: Luigi e Massimiliano di corsa sul percorso competitivo medio (27,5 km e 1825 m. di dislivello); Cristina, Valentino, la sottoscritta e Patrizio a passo di cammino sul percorso non competitivo (24 Km e 1430 m. di dislivello).
Dodici ore il tempo massimo per ciascuna delle tre le prove, ma abbiamo tutti concluso con tempi ben più bassi e senza neanche arrivare ultimi… anche noi “camminatori”, nonostante tutte le tappe che ci siamo concessi: il lauto rifocillamento a tutti i ristori ufficiali e anche a quelli da noi improvvisati in autonomia, le chiacchere con tutti quelli che incontravamo lungo il nostro percorso, le foto a panorami, animali e compagni di squadra e nonostante ogni tanto dovessimo recuperare Cristina che (non abbiamo ancora capito come riuscisse a farlo!) si perdeva!
E poi… il premio!!!... come gruppo che proveniva da più lontano… un enorme cesto pieno di leccornie locali, prontamente “cannibalizzato” durante la cena di saluto del gruppo.
E infine, la splendida compagnia dei mei compagni di avventura: Luigi Ciano, che credo abbia tirato giù tutti i Santi del Paradiso sulla salita per il rifugio Giacoletti; Massimiliano Addati, che “se Luigi mi fa da cane guida vado dappertutto”; Patrizio Venditti (prossimamente Astratto), Vincenzo per gli amici, l’unico montanaro freddoloso (vive a Luco dei Marsi); Cristina Giannotta, che “smoccolo, ti odio anche un pò perché mi hai convinto a venire e mi perdo a prescindere… ma non mollo!”; Valentino Macinati, l’unico che riesce a parlare al cellulare anche in quota e conosce il nome della biondina dell’organizzazione che stava al bivio per il rifugio Quintino Sella.
È stata un’esperienza davvero forte, in tutti i sensi: la fatica nelle gambe di noi “montanari da spiaggia”, la grande emozione del ritrovarsi proprio sotto la vetta appuntita del Monviso quando le nuvole si sono diradate all’improvviso, camminare un passo sopra le nuvole, il calore e la disponibilità della gente del posto, l’ottima cucina dell’Hotel Visolotto …
Ragazzi, che dire?!... solo due parole: DA  RIFARE !!!...
Ripartirei anche subito e invece mi tocca aspettare un anno! Vorrà dire che abbiamo più tempo per allargare il gruppo di amici che vorrà vivere questa avventura insieme a noi.

 

Arianna Petti
 
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