I CENTO KILOMETRI DEL PASSATORE

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Premettendo che non ho molto tempo per poter scrivere un carino ed esaustivo reportage della gara, il quale ovviamente non può essere completo di tutti i particolari, cercherò almeno di essere abbastanza preciso rispetto ad alcuni aspetti della 100 km del Passatore, anche al fine di dare un contributo aggiuntivo (oltre a quelli forniti da altri atleti che hanno effettuato la stessa gara ed oltre ovviamente alla miriade di informazioni e consigli che si trovano nel web).
Dopo un durissimo allenamento durato mesi, con previo scarico progressivo di circa 10 giorni e con ben tre giorni di riposo prima della difficile gara, finalmente si arriva al giorno sabato 30 maggio.
Venerdì 29 sono partito da Roma con l’automobile verso Castrocaro Terme (le cui piscine termali mi sono state poi utili nei successivi 3 giorni) dove ho alloggiato presso un Hotel; Castrocaro è ubicato a circa 20 km da Fienza, arrivo della gara. Un poco di stanchezza per il viaggio (durato più di 4 ore e 20 e solo per uscire da Roma ci sono voluti 45 minuti) si sente.
Sabato 30 maggio alle 7,30 sono andato con l’automobile a Fienza e l’ho parcheggiata in zona stazione ferroviaria, presso la palestra dove ci sono le docce che saranno usate dopo la gara.
Alle 8.35 tre bus dell’organizzazione della gara (occorreva prenotarlo e pagarlo: 10 euro) partono verso Firenze. Ma ecco un primo problema: traffico sull’autostrada e su raccordi stradali vari, ecc. fanno si che da Fienza a Firenze (ovviamente circa sempre 100 km, forse più) ci sono volute ben 3 ore e mezzo, inclusa una sosta di circa 15 minuti ad un autogrill.
Arriviamo a Firenze circa a mezzogiorno: ore 12 calma piatta, caldo intenso e sotto il Sole si soffre; infatti quasi tutti gli atleti sono seduti o in piedi all’ombra (similmente agli animali nei documentari sull’Africa quando cercano l’ombra a tutti i costi ed ammucchiati).
Dopo aver preso pettorale e chip, vado subito in una trattoria ubicata a circa 200 metri dalla partenza: prezzo basso ma cibo “che te lo dico a fare”; chiedo un piatto di riso e mi portano solo poco più di mezza porzione di riso scotto, ecc., ma lasciamo perdere.
Comunque, tornando alla gara, alla partenza i top runner (incluso ovviamente Calcaterra) tra cui anche una ragazza russa (quella che poi arriverà prima con un tempo incredibile) partono sparati (malgrado il caldo intenso) sotto i 4 minuti a km. Io parto di poco sopra i 5 a km, anche perché ci sarà dopo pochi km la prima salita da affrontare, quella verso la collina di Fiesole, ecc.
Quando è possibile ho corso, come del resto hanno fatto tutti, all’ombra ed anche sui marciapiedi sino alla sommità della collina di Fiesole, dove almeno il caldo è poi iniziato a diminuire.
Per quanto riguarda il percorso, l’altimetria, i ristori (uno ogni circa 5 km), ecc. non mi sembra il caso di parlarne qui; infatti, tutte le informazioni al riguardo sono presenti nel sito web ufficiale del Gara dei 100 km del Passatore.

 

PIETRO

MUSILLI

Quindi per concludere, sono arrivato:
165° su 1.277 atleti, dei quali 993 arrivati, con il tempo di 10 ore e 53 minuti, per percorrere i (per esser precisi) 100 km e 900 metri della gara.
Occorre però aggiungere anche che, a parte le condizioni meteo (caldo all'inizio della gara a Firenze sino alla salita sulla collina di Fiesole e un po’ freddino, almeno a mio avviso, a partire dal 70 km), ho accusato (circa al 80 e all’85 km) un forte dolore un po’ sotto il ginocchio ma lateralmente. E ciò mi ha costretto camminare per ben 15-20 km, eccetto (ovviamente) gli ultimi 100 metri nei quali ho corso pianissimo zoppicando. Camminare (e in tal caso dopo circa 80-85 km di corsa) significa andare a 9,5 ed anche 10 minuti a km, che sono circa più di 3 ore per fare 20 km.
Quindi non ho voluto rischiare un peggioramento dell'infortunio che magari mi poteva far star fermo anche 6 mesi o d 1 anno.
Il mio infortunio si è forse prodotto, a parte per la lunghezza della gara e perché mai avevo corso per oltre 53-55 km, anche per la lunga e ripida discesa circa dal km 50 (Passo della Colla a metri 915) al km 70 che seguiva la durissima salita (dove peraltro nei tratti più ripidi ho camminato) verso il passo della Colla.
Ho detto anche delle condizioni meteo perché anche Calcaterra (vincitore ancora una volta) ha terminato la gara con circa 20 minuti in più rispetto al Passatore dello scorso anno)
Se tutto andava bene e questo non solo senza l’infortunio ma anche senza le ben 4 soste wc, oltre alle soste dei ristori (più lunghe dal 75 km in poi), potevo chiudere anche in 9,15 o 9,30; addirittura sino al km 40 ero nella media per terminare addirittura 9 ore, certo nella media teorica; teoricamente, perché la curva dello forzo è ovviamente esponenziale, specie dal km 70.
Aggiungo inoltre che al passo della Colla, a metà gara, dopo il ristoro ho indossato la maglietta termica a maniche lunghe sotto la canottiera della gara (scelta più che giusta), ma il problema è stato che per trovare il mio zaino nel mucchio hanno impiegato circa 2-3 minuti. Il consiglio sarebbe stato quello di applicarvi un simbolo riconoscibile od inserirlo in un sacco colorato.
Una curiosità: ho attraversato 3 o 4 passaggi a livello e meno male che erano tutti aperti (ci mancava anche questo); in qualche passata edizione del Passatore dicevano che qualche atleta dovette addirittura aspettare per qualche minuto che passasse il treno.
Un’ultima curiosità: forse è dipeso dalla mia giornata un po’ “no” in tale gara con l’infortunio, ecc., forse è dipeso dal fatto che era la prima volta che facevo così tanti km o per altri fattori, ma è curioso che (in proporzione) Calcaterra alla maratona di Roma è arrivato prima di me di circa 35 minuti e che in tale gara mi ha dato ben 4 ore !
Infine, ricorderò la bellezza del paesaggio e il grande senso di festa e folklore che circonda tutto l'evento.
Non credo che ritenterò tale gara e neanche a medio termine, seppur ormai ho fatto una piccola ma significativa esperienza su tale distanza e tipo di percorso.
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