UN RAMMARICO ALLA NYC MARATHON
 

a Giuseppe Giampaoli e a Gian Carlo Pellicia,

ho visitato or ora il sito dell'Astra e mi ha fatto molto piacere vedere che ci avete tenuto d'occhio in questa avventura a NYC. Monica e' stata bravissima.
Scrivo ad entrambi poichè siete per me un riferimento sulla maratona.
Vi confesso che dopo la Garbatella mi sentivo veramente molto bene e pronto a fare un gran risultato a NYC.
Purtoppo dal Martedi antecedente la gara un raffreddore con sintomi influenzali mi ha colpito. Ho provato a farmelo passare senza prendere medicine cercando di non mangiare molto per evitare di nutrire il virus.
Poi giovedi prima di partire, vedendo che la situazione non migliorava ho cominciato a prendere delle aspirine. Sono arrivato al giorno prima della maratona che sentivo che cominciavano a tornarmi le forze.
A quel punto ho mangiato un po' di pollo e tante fette biscottate. Sabato la giornata a New York e' stata caldissima. Le previsioni per Domenica davano un accenno di pioggia ma nulla di piu'.
Ho cercato di riposare il piu' possibile avendo la sveglia alle 4 di mattina.
Invece la domenica per me che ero reduce dall'influenza ha fatto molto freddo. Un freddo che ho incominciato, pur essendo coperto, ad incamerare già durante le 3 ore di attesa alla partenza.
Per il resto parlano i numeri dei parziali in corsa. Ero venuto per andare sotto le 3 ore, poi mi interessava arrivare in fondo. Durante la prima parte della gara avevo delle buone sensazioni. Cercavo di non spingere sapendo che la seconda parte sarebbe stata più impegnativa. Nonostante questo, alla mezza sono passato ben oltre 1 minuto sotto a quanto mi ero prefissato. Forse mi ha condizionato la vista di corridori che spingevano fortissimo, che dal fisico tutto potevano sembrare tranne che podisti. Goffi, pesanti eppure alla fine si sono rivelati molto resistenti, non avendo visto nessuno di questi crollare prima di me. La spia della benzina per me si é accesa a metà della 1st avenue con un vento freddo contrario che mi ha letteralmente congelato il corpo. Alla fine, sono arrivato stremato con i crampi, con il rammarico di avere mancato questa occasione, anche se consapevole che completare una maratona è sempre una vittoria.
Oggi avrei voluto farvi la cronaca di un'altra gara, purtroppo questi sono i fatti. Archivio la mia quarta maratona con un meraviglioso ricordo del bagno di folla della città di New York e con una maggiore consapevolezza del rendimento della mia preparazione su questa distanza.
Un abbraccio e a prestissimo,

Marco Carloni

 

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