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La maratona di Firenze non è andata
proprio come speravo. Ero partita con l'idea di scendere sotto
le 4 ore puntando a 3'55" ma il destino è dietrol'angolo...
La gara è partita domenica mattina da Piazzale Michelangiolo
con le meraviglie di una città ricca di storia ai suoi
piedi, in un clima festoso e con un altissimo numero di partecipanti
tra cui moltissimi stranieri da ogni parte del mondo. Il tempo
ha risparmiato la pioggia lasciando un pò di umidità
e una temperatura leggermente superiore a quella prevista.
L'organizzazione perfetta, le bellezze paesaggistiche e il buon
vino hanno contribuito affinchè le premesse per una bella
competizione ci fossero davvero tutte...
Alle 9.20 allo sparo di via una fiumana di gente desiderosa di
"fare il miglior tempo" o anche solo di portare a termine
un'esperienza unica com'è quella della maratona, ha iniziato
a correre attraverso i lunghi viali che dalle colline fiorentine
scendono verso il centro storico della città. Io mi sentivo
forte e tranquilla, felice d'intraprendere questa nuova avventura
con una motivazione in più perché per la prima
volta a vedermi c'era tutta la mia famiglia: genitori, fratelli,
nipotini, fidanzato e amici sparsi nei punti strategici del percorso
pronti a sostenermi e a fare il tifo per tutti! I primi 29 chilometri
sono filati lisci come l'olio, puntuale come un orologio ho tenuto
la media di 5'30" al chilometro facendomi trasportare dall'entusiasmo
e dal calore di una Firenze inedita dove il protagonista, almeno
per un giorno, era lo sport sano, il divertimento e l'aria pulita!
L'entusiasmo per i maratoneti è stato costante sia per
i top runners sia per chi ha finito in oltre 6 ore; applausi,
cori, incitamenti, striscioni non hanno abbandonato mai il lungo
corteo e di questo va reso onore a un pubblico eterogeneo e appassionato.
Grazie a tutti!
Poi dal 30esimo chilometro si entra nel Parco delle Cascine per
circa 9 chilometri: la temperatura improvvisamente cala e il
tifo per un po' sparisce...sei solo con te stesso e con la voglia
di finire. E lì è stata la crisi. All'improvviso
al 31esimo km le gambe hanno smesso di girare e sono diventate
dure come macigni, mancavano ancora 4 Km al ristoro e mi è
stato impossibile continuare. Mi sono seduta sul marciapiede
per quasi 20 minuti combattuta tra il dolore alle gambe e la
voglia di non deludere tutti coloro che mi aspettavano festanti
all'arrivo. Alla fine ha prevalso la forza e mi sono detta "anche
camminando piano piano ma voglio finire!".Così mi
sono alzata e improvvisamente ho ricominciato a correre.Ovviamente
con un ritmo più blando, ormai non cercavo più
il mio tempo volevo solo finire.
I chilometri hanno cominciato a passare uno dopo l'altro sempre
più faticosi: 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38...e poi ecco
che dal 39esimo si torna in città sono gli ultimi chilometri,
la gente ricomincia a tifare per te e non so come sono riuscita
a dare tutto quello che avevo,le gambe hanno ripreso pesantemente
a girare ma ero lì a un passo dalla fine!
All'improvviso vedo mio padre tra la gente che mi sorride e mi
grida di tenere duro, poi il mio fidanzato quasi commosso, poi
i miei fratelli, i miei nipotini e gli amici che hanno preparato
uno striscione con scritto "vai zia cami nun mollà!",
poi mia mamma che tiene al guinzaglio il cane che quando mi vede
mi salta addosso e poi eccolo lì l'ultimo chilometro e
a quel punto è solo il corpo che va, non capisco più
niente, la gente grida, c'è musica, c'è un entusiasmo
che non ti molla e io corro con tutto il fiato che ho, con tutto
ciò che mi resta perché so che lì tra 1000
metri ci sono tutte le mie speranze, i mesi di allenamento e
la soddisfazione di chi non ti vuole campione ma solo partecipante!Giro
l'angolo e finalmente...il traguardo!Alzo le braccia al cielo
quasi a voler ringraziare la città per questa emozione
indimenticabile che ha saputo regalare agli oltre 8000 partecipanti!
La mia famiglia è tutta lì che mi abbraccia e si
complimenta come se avessi vinto le Olimpiadi e io inebriata
di felicità mi scordo di tutto: del 30esimo Km, della
crisi, del freddo di quel marciapiede, dei crampi alle gambe,
di ciò che sarà domani e anche di quelle 4 ore
e 8 minuti in cui ho concluso la mia gara.
Quarantotto ore dopo arriva la delusione per un obiettivo mancato,
le domande sul perché di quei crampi, su cosa non ha funzionato:
certo è che dovrò rivedere la mia preparazione,
forse imparare a gestire meglio le energie, l'inesperienza si
paga sempre ma da quella s'impara.
Firenze è stata dolceamara ma è una gara che, per
chi non l'avesse mai fatta, consiglio vivamente per l'atmosfera
e per la piacevolezza del percorso.
Arrivederci dunque alla prossima maratona in primavera! Grazie
a tutti gli astratti per questi bei mesi trascorsi insieme e
perché con voi mi sono avvicinata a questo mondo meraviglioso
che è il podismo amatoriale. Colgo l'occasione per salutare
tutti dal momento che non potrò esserci per motivi di
lavoro giovedì sera e per fare i miei più sinceri
complimenti a una vera campionessa quale è Ileana che
ha portato a termine la sua prova nello straordinario tempo di
3 ore e 36. Spero un giorno di seguire i tuoi passi...
Camilla Luceri
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